jenny accompagnatrice torino
ByTutti i giorni mi capita di incontrare in stazione una bella signora, che prende il treno per Milano.
la vedo sul marciapiede della stazione, in attesa che arrivi il treno sul binario 5, mentre io sono sullo stesso marciapiede in attesa del Torino che arriva sul binario 4.
Daalcuni anni a questa parte la scena si ripete tutti i giorni lavorativi.
Lei é alta, mora, sempre elegante e sorridente, anche alle 7 del mattino.
Non dà confidenzaa nessuno e solo una volta ho sentito un’amica che la chiamava Jenny.
In tanti anni non ci siamo mai rivolti la parola, ma solo e tutti i giorni uno di quegli anonimi cenni di saluto che si fanno tra lontani conoscenti ed, a volte, un leggero sorriso da parte sua di risposta ad un altrettanto leggero sorriso da parte mia.
Niente di che, dunque.
Però, l’altra sera mi é capitato di fare un sogno strano, forse legato a fantasie che inconsapevolmente albergano dentro di me.
Nel sogno ero a Milano, in Piazza del Duomo, e guardavo intorno a me la gente che passava.
Tra la gente, lei, Jenny, che passeggiava senza fretta.
L’ho salutata e lei si é fermata, chiedendomi cosa facevo da quelle parti.
Le ho risposto che ero venuto a fare una passeggiata e che nel frattempo mi era venuta fame.
Lei ha proposto che pranzassimo insieme, ed io ho accettato.
Non so dire di cosa parlassimo, so solo che la scena si é spostata in un ristorante, con lei seduta davanti a me, che parlava e rideva.
Ad un certo punto,le ho inavvertitamente fatto piedino e mi sono scusato.
Lei ha sorriso e mi ha detto che non era certo un problema e che, anzi, le faceva piacere.
Abbiamo contiinuato un gioco di piedi, dapprima quasi timido e poi decisamente sfacciato.
Togliendosi una scarpa, ha accostato il piede alle mie parti intime, fregando leggermente e sempre chiacchierando.
Nel frattempo, io le accarezzavo una mano e le lanciavo sguardi inequivocabili.
Poi,d’imporovviso, la scena si é spostata sulla metropolitana, dove eravamo entrambi in piedi.
Non c’era tanta gente, ma io ero appiccicato a lei, proprio dietro a lei, e premevo forte, tanto che adun tratto si é girata e ci siamo dati un lungo e penetrante bacio.
Le nostre braccia si sono incrociate, in un abbraccio quasi disperato e certamente di reciproca voglia.
Poi, ancora e d’improvviso, la scena si é spostata su di un letto, dove eravamo entrambi nudi, e le mie labbra correvano sul suo corpo, mentre la leccavo dappertutto, e lei inarcava il corpo, quasi sopraffatta dal piacere.
Poi, salivo sopra di lei con l’eccitazione al massimo ed i nostri corpi si univano.
Mi sono svegliato, ovviamente eccitato anche perché il sogno non era solo di sesso, ma anche di amore.
Ora, quando vedo in stazione la Jenny le sorrido sempre più, ed ho l’impressione che anche lei al mattino mi cerchi con lo sguardo e mi sorrida.
