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puttana a torino
Posted by: | CommentsSera, sono circa le sette e me ne sto tranquillo a leggere nel mio appartamento,
al quarto piano di una palazzina in una zona residenziale di Milano.
Suonano alla porta, con insistenza.
Dallo sponcino vedo il volto di una signora, con foulard ed occhiali scuri che sta piangendo.
Apro e mi trovo di fronte una bella donna in lacrime che, tra i singhiozzi, mi dice di essere stata vittima di un tentativo di borseggio.
Uno scippatore si era aggrappato alla sua borsetta, ma lei aveva resistito e si era messa a chiedere aiuto.
Non aveva mollato la borsetta nonostante gli strattoni violenti che,tuttavia, l’avevano fatta cadere.
Lo scippatore si era allontanato di corsa, temendo l’arrivo di qualcuno.
La signora mi ha chiesto se poteva approfittare del mio bagno per darsi una rinfrescata e valutare i danni provocati dalla caduta e, nel frattempo, si é scusata per il disturbo e si é tolta gli occhiali.
Ho riconosciuto in lei Paola
per la quale ho sempre avuto un debole.
Naturalmente, le ho offerto ospitalità e chiesto cosa potevo fare, al di là di fornire acqua corrente ed asciugamani puliti.
Nulla di più le occorreva e così l’ho accompagnato in bagno.
Dopo una ventina di minuti ne é uscita, dopo essersi data una rinfrescata, ed ora era decisamente calma.
Le ho offerto qualcosa da bere e mentre eravamo seduti e rilassati, mi ha raccontato i particolari dell’incidente, ma non ha voluto che si chiamasse la Polizia.
Chiacchierando del più e del meno, davanti ad un buon Cognac, mi ha raccontato di essere a Milano per motivi di lavoro e che aveva un volo per Roma dopo poche ore e che, anzi, le avrei fatto una cortesia chiamandole un taxi.
C’era tempo per quello ed abbiamo comunque continuato a chiacchierare, e lei mi ha raccontato come la sua vita affettiva fossevuota daalcuni mesi, dopo la fine di una precedente relazione, che non cercava nuove relazioni ma che degli uomini qualcosa le mancava.
E così, un po’ ridendo ed un po’ sul serio, mi sono accostato, le ho preso una mano e cominciato ad accarezzarla.
Non si é tirata indietro ma, anzi, mi ha sorriso e quasi incoraggiato a continuare.
Le ho ovviamente rivolto un sacco di complimenti, cercando di essere sempre garbato e senza mai scendere nella volgarità.
Piano piano, quasi senzaaccorgemene, ci siamo trovati a baciarci, dapprima quasi innocentemente, poi con baci decisamente appassionati.
L’ho accompagnata in camera da letto e fatta sdraiare, senza che opponesse resistenza.
Tuttavia, mentre la stavo spogliando, mi ha detto che non voleva avere rapporti, anche se non avrebbe disdegnato qualche carezza. delicatamente l’ho spogliata dei vestiti e del collant, lasciandola in reggiseno e mutandine, ed ho iniziato ad accarezzarla e leccarla tutta, come se fosse un gelato.
Veramente, un pezzo di donna come quella era difficile da immaginare, vera e non rifatta, con qualche chiletto nei posti giusti.
E poi, quei seni meravigliosi, che ho “sgusciati” togliendole il reggiseno, ed accarezzati e baciati e mordicchiati. Lei ansimava di piacere, tanto che ho pensato di metterele mani anche sotto le mutandine, sentendo che si inumidiva tutta.
Anche queste sono state tolte ed ho immerso la bocca proprio là, leccando e mordicchiando dappertutto.
Nel frattempo, mi ero tolto i pantaloni con qualche acrobazia, senzasmettere di darle piacere.
Calda e bagnata, stavo quasi per venire ed allora le ho chiesto se il piacere reciproco poteva essere completo.
No, non voleva, a meno che non avessi una protezione, perché aveva paura sia di malattie che di “inconvenienti”.
Ma allora, come avrei potuto soddisfarmi anch’io e soddisfare di più lei ?
Mi ha preso in mano il pene che stava quasi per scoppiare, tanto che le ho detto di fare con calma, altrimenti sarei venuto subito.
Sarebbe un peccato, mi ha detto e, chinandosi, me lo ha preso in bocca ed ha iniziato a leccarlo, lentamente e sapientemente.
Mentre mi faceva un colossale pompino, le accarezzavo i seni e le mormoravo parole dolci.
Le ho detto che stavo venendo e che poteva esserepericolo, ma non si é ritirata ed ha continuato sino a che le sono esploso in bocca. Sempre tenendolo così, ha leccato tutto, coscinziosamente. Poi si é rialzata ed é andata in cucina.
L’ho raggiunta mentre beveva una lattina di Coca e l’ho accarezzata ancora.
Guardando l’ora, mi ha chiesto di chiamarle il taxi e si é ritirata in camera per rivestirsi.
Prima di uscire, mi ha dato un bacio sulla guancia, pregandomi di non cercare di rivederla a Roma.
Volevo darle il mio numero di telefono, ma non ha voluto.
Mi ha ringraziato “per tutto” e se ne é andata lasciando in me un grande rimpianto.
Forse, se avessi insistito, avremmo potuto avere un rapporto vero e completo, ma anche così era stato meraviglioso. Una vera puttana.
accompagnatrice a torino
Posted by: | CommentsCome ogni anno per poter giocare a calcetto devo sostenere la visita medica sportiva, cosi anche quest’ anno andrò al centro medico per i soliti controlli.
Non è una visita particolarmente impegnativa e ci vado con piacere perché ricordo che l’infermiera è una ragazza molto carina, è piuttosto bassa con i capelli marroni e gli occhi azzurri, sempre abbronzata.
È molto formosa, la definirei rotondetta e con tutte le forme al posto giusto, tra queste forme spicca un seno veramente notevole. Una cosa che la rende ancora più intrigante è un tatuaggio tribale esibito sul collo del piede destro.
Credo di essere rimasto un pò suggestionato da tutto ciò e cosi qualche notte prima della visita ho fatto un sogno molto eccitante che si svolgeva in questo centro medico.
Nel sogno sono nella saletta di attesa quando la bellissima infermiera mi fa accomodare nell’ambulatorio. Mi dice che il dottore dovrebbe arrivare a momenti e che intanto possiamo iniziare col provare la pressione e fare l’elettrocardiogramma.
Mi dice perciò di levarmi la maglietta e di restare a torso nudo.
In un attimo mi spoglio e lei inizia a spalmarmi un gel per poi attaccare gli elettrodi sul petto.
Mentre mi spalma mi accorgo che il suo toccarmi con quelle splendide dita è quasi eccitante, e nell’osservare le sue unghie smaltate e ben curate roteare sul petto sento che mi si stanno indurendo i capezzoli e che un brivido mi corre sulla schiena.
L’infermiera si accorge di ciò che sta succedendo ai miei capezzoli, e sorridendo mi chiede se ho freddo. Io un pò imbarazzato rispondo di si, in effetti l’ambulatorio e piuttosto freddo, ma e ben altro che provoca questa mia reazione.
Nel frattempo si sentono dei rumori provenire dalla saletta accanto e l’infermiera dice: “ Ah ecco…è arrivato il dottore, ….ora ti lascio nelle sue mani.”
Questa sua espressione mi lascia quasi presagire che sta per succedere qualcosa…ma non ho nemmeno il tempo di pensare che la porta si apre e con mia grande sorpresa scopro che il dottore non è un uomo, ma una splendida ragazza.
Una bellissima dottoressa, bionda con i capelli corti e gli occhi verdi che risaltano grazie ad un paio di occhialini che le donavano tantissimo e le davano un aspetto professionale.
La guardo meglio nell’insieme e mi accorgo che è alta circa 1 e 80, non riesco a definire bene il fisico coperto dal camice sbottonato, ma si capisce che è atletica e molto in forma.
Noto anche che indossa una gonna verde che le arriva al ginocchio e una camicetta bianca.
Mi fa cenno di seguirla e ci sediamo alla scrivania dove compila la cartella con i miei dati.
L’infermiera rimane intanto a riordinare dei farmaci in un’armadietto.
Conclusa la compilazione mi dice di andare dietro al separè e di spogliarmi.
Poiché ero ancora a torso nudo mi levo scarpe e pantaloni e mentre mi spoglio cerco di spiare la dottoressa attraverso una fessura del separè, ha le gambe accavallate e la gonna le è salita lungo le cosce, sta guardando la mia cartella e mordicchia una penna. La guardo e penso che e davvero molto sexy.
Esco da dietro il separè in boxer e devo dire che mi sento piuttosto a disagio.
La dottoressa alza la testa e mi fissa, poi scende con lo sguardo sui boxer e dice: “Dovrebbe levarsi anche quelli, per visitarla ho bisogno che si spogli completamente nudo.”
Questa cosa mi lascia di stucco, so che sarò imbarazzatissimo, ma in un certo senso mi eccita e forse l’avevo sperata fin dall’inizio. Lascio cadere in terra i boxer a come primo istinto abbasso lo sguardo e controllo le dimensioni del pene.
Effettivamente il freddo si fa sentire e nel mio caso si fa pure vedere…mi si è ristretto il pisello e non credo di averlo mai avuto così corto.
Non sono il solo a guardare il mio pene, anche alla dottoressa cade l’occhio sulle mie parti basse, penso che sia una cosa normale, su certe cose la curiosità è ovvia.
L’infermiera che stava ancora sistemando l’armadietto alle mie spalle viene a cercare qualcosa nella scrivania.
Non so se cercasse davvero qualcosa o se fosse solo una scusa per venire a sbirciare, comunque vedo che appena mi è davanti guarda proprio li.
Si accorge che ho notato la sua curiosità verso il mio pene e torna all’armadietto nascondendo un sorriso.
La dottoressa mi fa correre sul tapis roulant e io corro senza nessun problema, l’unica mia preoccupazione è il pensiero che sto facendo una brutta figura.
Anzi peggio, è proprio una figuraccia terribile. Infatti anche se sto correndo,il pene mi si è ristretto a tal punto che resta fermo immobile invece di ballonzolare.
Smetto di correre e ora la dottoressa deve visitarmi, inizia dal cuore, polmoni e continua con tutta una serie di palpeggiamenti alla schiena al collo, insomma dappertutto.
Proprio dappertutto, mi fa sdraiare sul lettino, e con grande sorpresa e forse anche gioia poiché non aspettavo altro, inizia a palpeggiare i testicoli.
Non credevo potesse essere cosi eccitante, sono tutto un fremito e penso cha magari con tutte quelle palpate avevo l’opportunità di mostrare che non lo avevo così corto.
Ma non c’e nulla da fare non vuole proprio svegliarsi, nemmeno quando la bellissima dottoressa me lo prende in mano e dopo averlo scappellato controlla il glande.
Ero eccitatissimo e avrei voluto che questa cosa continuasse per sempre ma allo stesso tempo ero molto a disagio, malgrado tutti i miei sforzi in mezzo alle gambe continuavo a mostrare un pistolino ridicolo.
E non immaginavo che ora ci sarebbe stata la parte peggiore.
Mi alzo e la dottoressa mi dice che restavano solo da prendere le misure di peso, altezza etc…. e poi avremmo finito, intanto chiama l’infermiera e le dice che avrebbe avuto bisogno del suo aiuto.
Così queste due cominciano a prendere nota del peso dell’altezza del torace e così via.
Ad un certo punto la dottoressa dice all’infermiera di sollevarmi il pene in modo da poterlo misurare.
Non credo a ciò che sento, queste vogliono persino misurarmelo….
e non sono certo nelle condizioni migliori per farselo misurare.
La dottoressa apre un cassetto e tira fuori una specie di righello, intanto l’infermiera si e abbassata e mi dice: “Stai rilassato, facciamo in un attimo.”
Mentre lo dice mi prende la punta del pene tra il pollice e l’indice e lo solleva.
Arriva la dottoressa e avvicina quel righello alle mie parti basse, con molta cura cerca di leggere bene la misura.
Sembrano entrambe ansiose e molto curiose di sapere con esattezza questo ridicolo responso, e a questo punto sono molto curioso anche io. La misura è davvero scarsa e risulta che ho un pistolino lungo poco più di 5 cm. La dottoressa si rivolge a me e dice:
“Scusi, ma di solito le dimensioni normali del suo pene sono queste?.”
Io sono davvero molto imbarazzato nel rispondere e riesco solo a farfugliare qualcosa riguardo al fatto che forse è il freddo dell’ambulatorio a provocare questa reazione.
A questo punto la dottoressa fa un cenno con la testa all’infermiera, non so cosa sta per accadere, ma l’infermiera si leva i guanti e mi prende il pisello in mano e inizia a masturbarmi.
Io sono assolutamente incredulo e in balia di queste due….e devo dire che la sensazione è abbastanza piacevole. Ora la scusa del freddo non basta più e dopo qualche colpetto dell’infermiera noto che qualcosa si sta svegliando, ancora qualche colpo ed ecco che il pene torna alle sue dimensioni consuete.
Io mi rivolgo alla dottoressa e le dico che solitamente la lunghezza è questa.
L’infermiera smette di menarlo e devo dire che mi dispiace molto.
Ripetono l’operazione di misura e stavolta risulta che e di circa 9 cm.
Sembrano entrambe molto soddisfatte e la dottoressa mi comunica che la visita è stata superata e che posso rivestirmi.
In fondo mi dispiace che sia tutto finito, ammetto che era veramente imbarazzante ma in un certo modo la situazione mi intrigava.
Mi rivesto e uscendo saluto quelle due splendide donne che hanno l’aria di essere sul punto di non riuscire più a trattenere una risata.
Vicino a casa mia c’e un negozio di biancheria intima con dentro due ragazze molto belle e dall aria molto porca ogni volta che ci passo davanti le guardo e la mia mente vola sempre i desideri sessuali con loro due .
Una notte ho sognato di entrare in negozio a comprare un completo intimo per me ,
e una volta scelto il modello che piu mi piaceva chiedo alle due regazze se posso provarlo ,loro mi rispondono che non ci sono problemi emi indicano lo spogliatoio dove provarlo ,
chiusa la tendina incomincio a spogliarmi ma mentre mi sto provando indumento mi accorgo che da un angolo della tenda poco accostato le due ragazze mi stanno spiando ,
a quella vista in me scatta qualcosa e il pene incomincia a ingrossarsi e io carico come pochi incomincio a masturbarmi davanti ai loro sguardi furtivi,
a quella vista le due ragazze si fanno avanti e scostata la tenda mi sorridono ,
e incominciano ad accarezzarmi dappertutto,
nel mentre una mi masturba e l’altra si spoglia e viceversa ,
una volta nude tutte e due si inginocchiano davanti a me e incominciano a leccarmi il pene ormai carico come una molla,
lo succhiano come nessuna mi aveva fatto mai e ad un certo punto esausto dal piacere scarico tutto il mio seme in faccia e sul seno delle due ragazze .
