Sep
13

escort torino con amica trans

By admin · Comments (0)

Ho sognato di ricevere una telefonata da una signora.
Mi chiede se sono disponibile per un servizio di autista personale.
Il mio nome glielo ha dato mia cugina.
La signora mi dice che devo essere vestito in divisa:
pantaloni di pelle, stivaletti di pelle, guanti e occhiali neri.
Arrivato a casa sua mi ordina di salire.
Arrivo in casa e lei si sta vestendo in camera da letto.
Mi chiede un giudizio sul vestito.
Molto aderente che mette in mostra le sue forme rotonde ma molto sexi.
Mi chiede anche consiglio su quali stivali indossare.
Apre l’armadio e, rimango allibito, ha una decina di paia di stivali, di tutte le altezze e i colori.
Inizia a indossarne un paio bianchi sopra al ginocchio con in tacco a spillo di metallo.
Mi viene già duro e sotto i pantaloni di pelle, senza gli slip, si vede il mio grosso cappellone. L’aiuto a tirare su la zip degli stivali, fa una piccola sfilata, strusciandomi gli stivali in viso e poi decide di cambiarli.
Allora ne prova un paio neri di quelli alti fino in vita che hanno incorporata anche la cintura.
Anche qui chiede il mio aiuto. Rimango estasiato dal profumo di pelle.
Lei, notando il pacco sempre più grosso, prima me lo accarezza e poi me lo stringe.
Le piace leccare il pantalone di pelle in prossimità del rigonfiamento.
Sente tutto il mio odore di cazzo e la manda in visibilio.
Anche questi stivali non vanno bene.
Ne prova un terzo, alti di pelle nera con tacco di 10 cm e una punta vertiginosa.
Questi le piacciono e decide di tenerli.
Nel frattempo mi sono avvicinato e da dietro, con le mie mani guantate, le ho tirato su la gonna e le sto palpando quel suo culo grosso ma sodo. Non ha gli slip e la sento tutta bagnata.
Mentre la palpeggio, prende un sigaro bello grosso quasi quanto il mio cazzo, lo lecca bene, se lo mette in bocca e mi ordina di accenderlo.
Ho già tirato fuori la mia nerchia, che ormai scoppiava dentro i pantaloni e me la sto fottendo alla pecora mentre lei fuma il sigaro. Mi dice che è il mio troione e di farla godere a più non posso.
La stantuffo bene e poi le sborro dentro uno stivale che tiene nell’armadio.
Mi dice che vuole godersela più tardi.
Dopo la prima scopata usciamo di casa e l’accompagno in auto dal parrucchiere.
Entriamo insieme nel salone di bellezza con lei che mi sta palpeggiando il culo.
Mi dice:
tu sei il mio servo e voglio che la gente lo veda!
Davanti alla reception mi da una bella imboccata e mi slinguazza come una forsennata e contemporaneamente mi mette la sua mano guantata dentro la camicia stimolandomi un capezzolo.
Chiede un salottino per i massaggi.
Entriamo insieme e mi chiede di guardarla mentre lei si fa fare un massaggio da un trans superdotato.
Il trans è vestito con una tutina in pelle bianca super aderente con dei buchi in corrispondenza delle tette, dal cazzo e del culo.
Il trans inizia a leccarle la figa come una forsennata ed io sempre più eccitato tiro fuori il mio cazzone e inizio ad appoggiarlo al culo del trans.
La signora sta urlando dal piacere ed io mentre mi inculo il trans le lecco gli stivali.
Anche al trans è venuto duro e la signora gli ordina di ricambiarmi il servizio.
Mi fa abbassare i calzoni e me lo fa sbattere in culo come fossi una vecchia troia.
Lei guarda e si sditalina,
poi mi fa leccare il suo dito bagnato dei suoi umori.
Sto godendo dal culo e il mio bastone mi è tornato duro.
Allora io e il trans con i cazzi tirati ai massimi ci stiamo segando per sborrare in faccia alla signora, nel mentre che lei con le sue mani guantate ci fa un ditaculo. Une vera troia a Torino

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Sep
13

marta fetish domina torino

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Era estate, e io ero barca con quella troia.
Non ha delle forme enormi, ma in costume è davvero arrapante.
Lei guidava come al solito, ed io ero steso dietro ad ammirare quel culo fantastico.
Arrivammo così in una piccola baia dove ormeggiammo vicino ad altre barche, e siccome lei era senza il ragazzo pensò di prendere il sole in topless, mettendo in mostra quelle tette piccole ma di marmo.
Quando le vidi, il mio cazzo cominciò subito ad arraparsi e dovetti tuffarmi in acqua per non mostrare l’erezione da sotto il costume.
Risalii dall’acqua la vidi stesa a prendere il sole, era sempre più bona e così non potetti fare a meno di andare nel bagno di sotto a tirarmi una sega.
Risalito per andare a prendere il sole, la trovai che parlava sul prendisole con un uomo sulla quarantina. Questo non poteva fare a meno di guardarle le tette e il culo e così gli si indurì il cazzo. La troia subito se ne accorse e decise di andarselo a scopare nel cabinato.
Quando scese dimenticò di chiudere una tendina e così potetti vedere tutto lo spettacolo:
lui si sedette ai piedi del letto e lei gli era in piedi davanti con le gambe aperte; cominciarono a pomiciare mentre lui le toccava le tette facendo diventare i capezzoli dei chiodi, intanto la troia gli mise la mano nel costume per toccarli il cazzo.
Ad un certo punto Marta si stese sul letto per farsi leccare la fichetta depilata (l’avevo immaginato che se la radeva), e si fecero un 69 fantastico. Io intanto avevo il cazzo sempre più duro, e lei si mise a smorzacandela per farsi penetrare.
Andavano ad un ritmo frenetico, non le bastava solo nella fica e decise di farsi sfondare anche quel culo fantastico.
Il cazzo gli entrò subito dentro senza lubrificante, la troietta godeva come una pazza e il movimento delle onde la eccitava ancora di più, fino a quando lui sfilò il cazzo e la sborrò in faccia.
A quel punto mi accorsi che stavano risalendo e feci finta di prendere il sole (a pancia in giù).
Stettero a parlare ancora un pò quando io e Marta decidemmo di fare ritorno a casa. La zoccola era ancora eccitata ed aveva voglia di scopare anche me, andò a fare la doccia lasciando la porta aperta apposta.
Io non esitai ed entrato in bagno trovai la sorpresa:
si stava mettendo nella fica la bottiglia di shampoo!
Il mio cazzo era al massimo, gli tolsi la bottiglia e mentre le strisciavo il mio cazzo sulla fica le leccavo il collo.
Improvvisamente mi trovai la sua lingua in bocca, era un vortice che mi risucchiava e ancora eccitatissimo la sbattetti vicino alla parete, le alzai la gamba destra e cominciai a penetrarla furiosamente.
Lo scambio di lingue continuava imperterrito quando quella troia mi disse gemendo:
“se vuoi continuare devi leccarmi i piedi”,allora mi misi a sua completa disposizione leccai i suoi piedi stupendi, mi ordina di succhiarle tutte le dita dei piedi soprattutto gli alluci.
Ha unghie meravigliose e grandi e gode di piacere ad ogni mia slinguata dopo un quarto d’ora mi dice “LA MIA PASSERINA ORA HA TANTA VOGLIA DELLA TUA LINGUA”
Quelle parole non facevano altro che eccitarmi, le presi le gambe le allargai e leccai tutta la sua sborra, lei era già venuta tre o quattro volte mi disse
“ora puoi scopami di nuovo” io continuo ma Mi dice di venirle sui piedi e così non perdo l’occasione di masturbarmi tenendo ben saldo il suo piedino per la caviglia,
mentre mi struscia l’altro sul cazzo.
Le inondo di sperma i piedi e godo da pazzi. Una vera esperienza fetish da vera Mistress.

Mi capita spesso di sognare Stefania, una mia amica.
Anche quando sono con le ragazze penso a lei, a quanto sarebbe eccitante averla lì in quel momento.
Comunque la mia amica Stefania è davvero una ragazza fatta apposta per essere scopata:
porta la quarta di reggiseno ed ha un fisico scultoreo, ha un culo sodissimo che quando glielo tocco mi sembra di toccare il marmo.
Nel mio sogno io le chiedo di andare a fare un giro in macchina che so che a lei piace parlare con me, visto che non ci vediamo spesso.
una volta d’accordo decidiamo di andare in campagna dove ho una casa, e subito lei prende l’iniziativa da vera troia.
per l’occasione ha messo della lingerie molto arrapante, di pizzo nera che non fa altro che mettere in risalto le sue tettone grandissime.
la prima cosa che faccio è farmi fare una pompa, lei è espertissima ed ingoia tutto, e non è mai sazia.
dopo la metto a pecorina e me la scopo sul divano, le allargo quel suo bel buco del culo e lei come una cavalla non sembra mai essere arrivata.
è una gara e lei non si stanca mai, è proprio una porca che non la smette mai.
io so come piace a lei e quindi le do dei colpi fortissimi, che a lei piace gridare a voce molto alta.
le sue tette durissime ballonzano avanti ed indietro e scopiamo in questa posizione per più di mezz’ora.
lei grida tantissimo e questo non fa che eccitarmi ancora di più.
dopo la giro e mi faccio fare ancora un’altra pompa,e lei insaziabile ingoia anche questa volta.
dopo glielo metto nella fica tutta rasata perfettamente e me la sbatto per un bel pò.
alla fine le sborro in bocca e mi fa un’altro bocchino.
poi ci rivestiamo e al ritorno in macchina continua a toccarmi il cazzo.
prima di arrivare a casa sua mi fa una sega e mi saluta sculettando.
che troia, stefania, accompagnatrice di classe.

Sep
13

puttana a torino

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Sera, sono circa le sette e me ne sto tranquillo a leggere nel mio appartamento,
al quarto piano di una palazzina in una zona residenziale di Milano.
Suonano alla porta, con insistenza.
Dallo sponcino vedo il volto di una signora, con foulard ed occhiali scuri che sta piangendo.
Apro e mi trovo di fronte una bella donna in lacrime che, tra i singhiozzi, mi dice di essere stata vittima di un tentativo di borseggio.
Uno scippatore si era aggrappato alla sua borsetta, ma lei aveva resistito e si era messa a chiedere aiuto.
Non aveva mollato la borsetta nonostante gli strattoni violenti che,tuttavia, l’avevano fatta cadere.
Lo scippatore si era allontanato di corsa, temendo l’arrivo di qualcuno.
La signora mi ha chiesto se poteva approfittare del mio bagno per darsi una rinfrescata e valutare i danni provocati dalla caduta e, nel frattempo, si é scusata per il disturbo e si é tolta gli occhiali.
Ho riconosciuto in lei Paola
per la quale ho sempre avuto un debole.
Naturalmente, le ho offerto ospitalità e chiesto cosa potevo fare, al di là di fornire acqua corrente ed asciugamani puliti.
Nulla di più le occorreva e così l’ho accompagnato in bagno.
Dopo una ventina di minuti ne é uscita, dopo essersi data una rinfrescata, ed ora era decisamente calma.
Le ho offerto qualcosa da bere e mentre eravamo seduti e rilassati, mi ha raccontato i particolari dell’incidente, ma non ha voluto che si chiamasse la Polizia.
Chiacchierando del più e del meno, davanti ad un buon Cognac, mi ha raccontato di essere a Milano per motivi di lavoro e che aveva un volo per Roma dopo poche ore e che, anzi, le avrei fatto una cortesia chiamandole un taxi.
C’era tempo per quello ed abbiamo comunque continuato a chiacchierare, e lei mi ha raccontato come la sua vita affettiva fossevuota daalcuni mesi, dopo la fine di una precedente relazione, che non cercava nuove relazioni ma che degli uomini qualcosa le mancava.
E così, un po’ ridendo ed un po’ sul serio, mi sono accostato, le ho preso una mano e cominciato ad accarezzarla.
Non si é tirata indietro ma, anzi, mi ha sorriso e quasi incoraggiato a continuare.
Le ho ovviamente rivolto un sacco di complimenti, cercando di essere sempre garbato e senza mai scendere nella volgarità.
Piano piano, quasi senzaaccorgemene, ci siamo trovati a baciarci, dapprima quasi innocentemente, poi con baci decisamente appassionati.
L’ho accompagnata in camera da letto e fatta sdraiare, senza che opponesse resistenza.
Tuttavia, mentre la stavo spogliando, mi ha detto che non voleva avere rapporti, anche se non avrebbe disdegnato qualche carezza. delicatamente l’ho spogliata dei vestiti e del collant, lasciandola in reggiseno e mutandine, ed ho iniziato ad accarezzarla e leccarla tutta, come se fosse un gelato.
Veramente, un pezzo di donna come quella era difficile da immaginare, vera e non rifatta, con qualche chiletto nei posti giusti.
E poi, quei seni meravigliosi, che ho “sgusciati” togliendole il reggiseno, ed accarezzati e baciati e mordicchiati. Lei ansimava di piacere, tanto che ho pensato di metterele mani anche sotto le mutandine, sentendo che si inumidiva tutta.
Anche queste sono state tolte ed ho immerso la bocca proprio là, leccando e mordicchiando dappertutto.
Nel frattempo, mi ero tolto i pantaloni con qualche acrobazia, senzasmettere di darle piacere.
Calda e bagnata, stavo quasi per venire ed allora le ho chiesto se il piacere reciproco poteva essere completo.
No, non voleva, a meno che non avessi una protezione, perché aveva paura sia di malattie che di “inconvenienti”.
Ma allora, come avrei potuto soddisfarmi anch’io e soddisfare di più lei ?
Mi ha preso in mano il pene che stava quasi per scoppiare, tanto che le ho detto di fare con calma, altrimenti sarei venuto subito.
Sarebbe un peccato, mi ha detto e, chinandosi, me lo ha preso in bocca ed ha iniziato a leccarlo, lentamente e sapientemente.
Mentre mi faceva un colossale pompino, le accarezzavo i seni e le mormoravo parole dolci.
Le ho detto che stavo venendo e che poteva esserepericolo, ma non si é ritirata ed ha continuato sino a che le sono esploso in bocca. Sempre tenendolo così, ha leccato tutto, coscinziosamente. Poi si é rialzata ed é andata in cucina.
L’ho raggiunta mentre beveva una lattina di Coca e l’ho accarezzata ancora.
Guardando l’ora, mi ha chiesto di chiamarle il taxi e si é ritirata in camera per rivestirsi.
Prima di uscire, mi ha dato un bacio sulla guancia, pregandomi di non cercare di rivederla a Roma.
Volevo darle il mio numero di telefono, ma non ha voluto.
Mi ha ringraziato “per tutto” e se ne é andata lasciando in me un grande rimpianto.
Forse, se avessi insistito, avremmo potuto avere un rapporto vero e completo, ma anche così era stato meraviglioso. Una vera puttana.

Sep
13

alessia escort torino

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Mi trovavo a casa, in un sabato pomeriggio di noia senza nulla da fare.
Ad un certo punto suona il citofono e con molta calma vado a rispondere scoprendo con molta meraviglia che era proprio lei…
Alessia..
Resto senza fiato per un attimo, ascoltando la sua voce che mi chiedeva di salire in casa e pur non capendo il perchè di quella visita,
non esito a farla entrare dicendole che ero solo in casa e che quindi non era di alcun fastidio, anzi…
Velocemente mi rendo presentabile e appena suona il campanello, apro con un sorriso a 32 denti..
ma Alessia sembra seria, triste.
Senza dir nulla mi si butta tra le braccia ed inizia a piangere ed io in quel momento non so se essere felice di abbracciarla o essere preoccupato per lei.
Chiudo la porta e tenendola stretta a me la conduco fino alla mia camera;
la faccio sedere e inginocchiandomi, tenendole il viso tra le mani,
le chiedo cosa fosse successo.
Alessia inizia a dirmi che voleva fare una sorpresa al fidanzato,
ma che arrivata sotto casa sua lo aveva beccato mentre salutava “calorosamente” un’altra ragazza.
Le vado a prendere un pò d’acqua e le dico di mettersi comoda e di distendersi sul letto per rilassarsi un pò.
La aiuto a togliersi le scarpe e nel momento in cui mi trovo i suoi piedi tra le mani inizio a sentirmi eccitato…
una situazione del genere è irripetibile! lei ed io soli in casa…
Preso dalla voglia, decido di toglierele anche i calzini per ammirare quei piedini che più di una volta me l’hanno fatto diventare duro.
Con molta difficoltà riesco a far finta di nulla non badando ai piedi..
e mi avvicino di nuovo a lei.
Le carezzo il viso e le asciugo le lacrime, cercando di tranquillizzarla.
La guardo fisso negli occhi mentre la mia mano le sfiora le guance e noto con grande sorpresa che lei smette di piangere ma che il suo viso comincia ad arrossire.
“Che c’è Alessia?” le chiedo, e lei prendendomi la mano dice “Sai, tutto quello che è successo mi ha aperto gli occhi, ed ora so di essere libera di dirti quello che sto provando e che altre volte ho provato”.
Il mio battito aumenta, la guardo quasi incredulo mentre attendo che mi dica il resto.
“Quando mi guardi così, quando mi abbracci, dimentico tutto il resto..
stare col mio ragazzo mi inibiva nel dirti queste cose, ma anche io ti desidero come credo che tu desideri me ed il mio corpo..”.
Dette queste parole la sua mano spinge la mia testa contro di lei, fino a farci toccare le labbra.
Mi sta baciando profondamente e sento il suo respiro accellerare come in preda ad una eccitazione incontrollabile.
“ti voglio Alessia… voglio scoparti fino a che avrò forza di farlo”.
Dopo questo, lei mi alza, ed inizia a spogliarsi lentamente, chiedendo anche il mio aiuto; quando arrivo a tolgierle i pantaloni mi accorgo che indossa un perizoma sottilissimo, che mi lascia intravedere il pelo ben curato e semi depilato della sua figa. non resisto..
a quella visione mi sale il sangue alla testa ed inizio a baciarla proprio li, da sopra al perizoma..
scendo alle gambe, fino ad arrivare ai suoi piedi.
“Allora non mi sbagliavo, i miei piedi ti attizzano davvero” dice lei sorridendo maliziosa, e li porta alla mia bocca, lasciandomeli baciare e toccare.
Sono arrapato come una bestia… e dopo qualche minuto dedicato ai suoi piedi, le tolgo il reggiseno e le mutandine baciandole prima il seno, poi passo a leccarle la figa..
ha un odore e un sapore che mi fa impazzire!
Lei inizia a gemere e dopo 5 minuti di leccata, lei arriva per la prima volta, lasciandomi assaporare il suo succo.
Tutta rossa in viso mi fa alzare e mi spoglia da capo a piedi.
Alla vista del suo corpo nudo sul mio letto le salterei addosso, ma mi contengo e lascio fare a lei che con desiderio mi tira fuori il cazzo.
Sbarra gli occhi non aspettandosi di avere davanti ben 20 cm e inizia a muovere la sua mano su e giù, prima piano poi veloce,
sussurrando eccitata “Che cazzo enorme che hai.. mmm .. penso che mi sfonderai con questo arnese…
Glielo avvicino alla bocca, e lei senza esitare inizia a leccare prima la cappella, poi tutta l’asta e le palle..
fino a metterselo in bocca.
E’ bravissima.. succhia come una dannata e lavora con la lingua a tal punto da farmi piegare sulle ginocchia per il piacere!
Le dico che sto per venire e lei alzando lo sguardo verso di me accenna ad un sorriso da ninfomane e resta attaccata al mio uccello facendosi arrivare in bocca e sul viso..
Vederla ricoperta dal mio sperma e soprattutto vederla ingoiare quel bel pò che le eran finito in bocca mi fanno eccitare da morire, e lei, dopo aver finito di ripulirsi il viso leccando tutto, mi da una mano a farmelo tornare duro stuzzicandomi il cazzo con i piedi..
Non so come faceva a sapere che mi piace , ma so che in poco tempo il mio cazzo era di nuovo come il marmo.
“In bocca è stato grandioso e il tuo sperma ha anche un buon sapore” mi dice ” vediamo ora se riuscirò a metterlo tutto nelle figa..
non ne ho mai presi di così grossi!”
Detto fatto!
in un istante Alessia si ritrova distesa con le gambe poggiate sulle mie spalle e il mio cazzo che prima entra piano.. poi dopo qualche spinta inizia a penetrarla velocemente..
“Ohh.. Siii! Daiii!.. Sfondamela ti prego! mmmmm.. Siii!”
Geme come una porca ed io continuo a stantuffare mentre le lecco i capezzoli.. ha anche un seno magnifico, abbastanza grande e sodo..
una goduria pazzesca! Lei sta per venire, mi stringe le mani al collo ed inizia a trattenere il respiro come se stesse per esplodere.
Anche io sto per venirle nella figa, ma lei arriva prima di me e con uno scatto abile, libera le gambe e senza fermarsi mi gira e continua a scopare, stavolta lei sopra di me.
Io devo ancora arrivare ma sento che non manca molto grazie alla frenesia con cui si muove sul mio cazzo… la sua figa è calda e bagnata, e quando stringe mi sembra di salire in paradiso!
Dopo un’altra mezz’ora io sto per esplodere, e sembra che anche lei stia per venire per la terza volta! lei continua a gemere “dai, afferami il culo.. leccami i capezzoli… siii, daii!” ed ecco che sento salire un primo fiotto di sperma..
cerco di scostarla per non venirle dentro, ma lei mi blocca sul letto e con uno sgurado da gatta in calore mi dice “Dove vai.. restami dentro e fammi sentire il tuo sperma caldo che mi riempie la figa”.
E così succede.. lo sperma le riempie la figa fino a colare al di fuori.. Lei sembra sfinita.. ed io sono altrettanto stanco, ma una volta stesa al mio fianco, mi abbraccia, mi bacia e con la mano mi carezza ancora l’uccello, come a volerne ancora. Cerco di sfruttare le mie ultime energie e le ricomincio a toccare la figa che è ancora bagnatissima dal suo ultimo orgasmo. Alessia si gira e scende con la bocca fino al mio cazzo, mentre di forza le spingo la figa contro la mia bocca..
in questo 69 da sballo mi trovo vicino anche i suoi piedi e la cosa mi fa eccitare da morire.
Dopo averla di nuovo leccata per bene e dopo che il mio cazzo è tornato ben duro, la faccio scnedere da dosso e prendendola per i fianchi la metto a pecora e inizio a premerle la cappella contro il suo culo stretto.. ” Ma che fai! non l’ho mai fatto prima!”
dice spaventata ” non ti preoccupare.. ci penso io, fidati” le dico tenendola ferma.
Con un colpo deciso ma non troppo forte lo faccio entrare lentamente per tutta la sua lunghezza mentre sento Alessia urlare per il dolore ma anche per il piacere “ahhhhh!! siiiii!!! sfondami il culo!”
Vedendo che le piace inizio ad aumentare il ritmo e la velocità, godendo tanto quanto lei in quello stretto canale…una buona mezz’ora di sesso anale ed il suo culo già è abbastanza allargato..
Mi dice che le piace e vuole continuare, così l’accontento e la faccio sedere su di me, la sua schiena contro il mio petto. Si dimena come una scatenata col mio cazzo nel suo culo.. geme e urla che è un piacere.. per darle maggior piacere inizio a toccarle il clitoride, cercando di farla venire sia avanti che dietro. sento il suo corpo vibrare contro il mio.. e dopo poco sento la sua figa bagnarsi di nuovo, bagnando anche l amia mano.
La mia eccitazione è talmente grande che sto per venire per la terza volta e sento le palle davvero piene di sperma..
dopo un’istante che lei è venuta vengo anche io, nel suo canale posteriore.
Lo sperma esce in quantità industriale, tanto che lei si toglie dal mio cazzo e ce n’è ancora per il suo viso e la sua bocca che sono totalmente ricoperte dal mio bianco liquido.
Sorride mentre mi guarda, dicendo “Sai.. è stato magnifico.. non mi aspettavo così tanto da te..”
Io la guardo, le sorrido di rimando e sentendo che ho ancora sperma da far uscire le afferro le caviglie con una mano, mentre con l’altra mi masturbo davanti ai suoi piedi..ed in pochi secondi ciò che restava nelle mie palle schizza sui suoi piedini fantastici ed alcuni schizzi arrivano fino al suo corpo, sul seno e sulla pancia.
Lei mi guarda sorpresa, non aspettandosi quella mossae dice ” sei propio insaziabile!!” ridendo insieme a me. La vedo li, distesa, piena di sperma su tutto il corpo ed anche dal culo e dalla figa continua ad uscire ciò che le avevo somministrato prima.
“Mi fai impazzire” le rispondo ” è tutto merito tuo se sono così volgioso.. non ho mai desiderato nessuna quanto te!”
Dopo essersi ripulita, ci addomrentiamo nel letto, abbracciati, ma propio in quel momento sento il telefono che squilla…
in realtà era la sveglia che mi aveva fatto uscire da questo meraviglioso sogno!
una volta realizzato che nulla era reale,
non ho resistito e mi sono fatto una sega pensando al mio desiderio proibito.

Questa sera ho un appuntamento per uscire con una mia amica che ultimamente è stata al centro delle mie fantasie, soprattutto da quando l’ho vista con degli stivali di pelle che la rendono molto sexy.
Spero che questa sera li metta.
L’ultima volta che siamo usciti l’ho ricoperta di complimenti, sempre ridendo e scherzando, ma le ho fatto capire che mi eccitava e ho notato che la cosa le faceva piacere, anche se la metteva sul ridere.
Quando la vedo arrivare noto con piacere che i miei desideri sono stati esauditi:
oltre agli stivali indossa anche una gonna nera al ginocchio con mega spaccone sulla coscia.
Allora decido di approfittarne e, da bastardo quale sono, la porto in un locale dove ci sono solo tavoli alti e sgabelli dove sedersi.
Lei si siede sullo sgabello e, con qualche imbarazzo, cerca di evitare che la gonna si apra mostrando un po’ troppo, io faccio già fatica a distoglierle gli occhi dagli stivali e dalle gambe.
Cominciamo a parlare e a bere, lei non regge assolutamente l’alcool e dopo due cocktails belli carichi accavalla le gambe scosciando in una maniera pazzesca, tanto che noto che anche altri avventori del locale scoccano occhiate assassine verso di noi.
Continuiamo a ridere e a bere e i freni inibitori vanno a farsi benedire:
lei è sempre più disinvolta e anch’io già notevolmente ubriaco colgo ogni occasione per avvicinarmi e toccarla:
le metto una mano sulla coscia, le parlo all’orecchio guancia a guancia, siamo così vicini che la sua coscia scotta contro la mia.
A un certo punto lei va in bagno, mezzo locale si gira a guardarla mentre cammina barcollando e ancheggiando con una camminata che grida sesso.
Io la seguo e chiudo la porta dietro di noi, le sono subito addosso, la spingo contro il muro e le infilo la lingua in bocca, le mani sono subito sui suoi seni,
lei cerca debolmente di respingermi, dicendo – Ma no, cosa fai… fermo… – ma né io né lei siamo più in grado di fermarci.
Le apro la camicetta e la bacio sul collo, lei mi sbottona i pantaloni, liberando il mio pene che è già una sbarra d’acciaio, appena lo vede cade in ginocchio e se lo infila tutto in gola, cominciando a leccare e succhiare,
ma io la faccio rialzare, le apro la gonna dallo spacco,
le calo le mutandine e comincio a stantuffarla finché non veniamo insieme in un orgasmo devastante che ci lascia accasciati sul pavimento sfiniti, ubriachi uno dell’altra.

Sep
13

jenny accompagnatrice torino

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Tutti i giorni mi capita di incontrare in stazione una bella signora, che prende il treno per Milano.
la vedo sul marciapiede della stazione, in attesa che arrivi il treno sul binario 5, mentre io sono sullo stesso marciapiede in attesa del Torino che arriva sul binario 4.
Daalcuni anni a questa parte la scena si ripete tutti i giorni lavorativi.
Lei é alta, mora, sempre elegante e sorridente, anche alle 7 del mattino.
Non dà confidenzaa nessuno e solo una volta ho sentito un’amica che la chiamava Jenny.
In tanti anni non ci siamo mai rivolti la parola, ma solo e tutti i giorni uno di quegli anonimi cenni di saluto che si fanno tra lontani conoscenti ed, a volte, un leggero sorriso da parte sua di risposta ad un altrettanto leggero sorriso da parte mia.
Niente di che, dunque.
Però, l’altra sera mi é capitato di fare un sogno strano, forse legato a fantasie che inconsapevolmente albergano dentro di me.
Nel sogno ero a Milano, in Piazza del Duomo, e guardavo intorno a me la gente che passava.
Tra la gente, lei, Jenny, che passeggiava senza fretta.
L’ho salutata e lei si é fermata, chiedendomi cosa facevo da quelle parti.
Le ho risposto che ero venuto a fare una passeggiata e che nel frattempo mi era venuta fame.
Lei ha proposto che pranzassimo insieme, ed io ho accettato.
Non so dire di cosa parlassimo, so solo che la scena si é spostata in un ristorante, con lei seduta davanti a me, che parlava e rideva.
Ad un certo punto,le ho inavvertitamente fatto piedino e mi sono scusato.
Lei ha sorriso e mi ha detto che non era certo un problema e che, anzi, le faceva piacere.
Abbiamo contiinuato un gioco di piedi, dapprima quasi timido e poi decisamente sfacciato.
Togliendosi una scarpa, ha accostato il piede alle mie parti intime, fregando leggermente e sempre chiacchierando.
Nel frattempo, io le accarezzavo una mano e le lanciavo sguardi inequivocabili.
Poi,d’imporovviso, la scena si é spostata sulla metropolitana, dove eravamo entrambi in piedi.
Non c’era tanta gente, ma io ero appiccicato a lei, proprio dietro a lei, e premevo forte, tanto che adun tratto si é girata e ci siamo dati un lungo e penetrante bacio.
Le nostre braccia si sono incrociate, in un abbraccio quasi disperato e certamente di reciproca voglia.
Poi, ancora e d’improvviso, la scena si é spostata su di un letto, dove eravamo entrambi nudi, e le mie labbra correvano sul suo corpo, mentre la leccavo dappertutto, e lei inarcava il corpo, quasi sopraffatta dal piacere.
Poi, salivo sopra di lei con l’eccitazione al massimo ed i nostri corpi si univano.
Mi sono svegliato, ovviamente eccitato anche perché il sogno non era solo di sesso, ma anche di amore.
Ora, quando vedo in stazione la Jenny le sorrido sempre più, ed ho l’impressione che anche lei al mattino mi cerchi con lo sguardo e mi sorrida.

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Aug
17

accompagnatrice a torino

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Come ogni anno per poter giocare a calcetto devo sostenere la visita medica sportiva, cosi anche quest’ anno andrò al centro medico per i soliti controlli.
Non è una visita particolarmente impegnativa e ci vado con piacere perché ricordo che l’infermiera è una ragazza molto carina, è piuttosto bassa con i capelli marroni e gli occhi azzurri, sempre abbronzata.
È molto formosa, la definirei rotondetta e con tutte le forme al posto giusto, tra queste forme spicca un seno veramente notevole. Una cosa che la rende ancora più intrigante è un tatuaggio tribale esibito sul collo del piede destro.
Credo di essere rimasto un pò suggestionato da tutto ciò e cosi qualche notte prima della visita ho fatto un sogno molto eccitante che si svolgeva in questo centro medico.
Nel sogno sono nella saletta di attesa quando la bellissima infermiera mi fa accomodare nell’ambulatorio. Mi dice che il dottore dovrebbe arrivare a momenti e che intanto possiamo iniziare col provare la pressione e fare l’elettrocardiogramma.
Mi dice perciò di levarmi la maglietta e di restare a torso nudo.
In un attimo mi spoglio e lei inizia a spalmarmi un gel per poi attaccare gli elettrodi sul petto.
Mentre mi spalma mi accorgo che il suo toccarmi con quelle splendide dita è quasi eccitante, e nell’osservare le sue unghie smaltate e ben curate roteare sul petto sento che mi si stanno indurendo i capezzoli e che un brivido mi corre sulla schiena.
L’infermiera si accorge di ciò che sta succedendo ai miei capezzoli, e sorridendo mi chiede se ho freddo. Io un pò imbarazzato rispondo di si, in effetti l’ambulatorio e piuttosto freddo, ma e ben altro che provoca questa mia reazione.
Nel frattempo si sentono dei rumori provenire dalla saletta accanto e l’infermiera dice: “ Ah ecco…è arrivato il dottore, ….ora ti lascio nelle sue mani.”
Questa sua espressione mi lascia quasi presagire che sta per succedere qualcosa…ma non ho nemmeno il tempo di pensare che la porta si apre e con mia grande sorpresa scopro che il dottore non è un uomo, ma una splendida ragazza.
Una bellissima dottoressa, bionda con i capelli corti e gli occhi verdi che risaltano grazie ad un paio di occhialini che le donavano tantissimo e le davano un aspetto professionale.
La guardo meglio nell’insieme e mi accorgo che è alta circa 1 e 80, non riesco a definire bene il fisico coperto dal camice sbottonato, ma si capisce che è atletica e molto in forma.
Noto anche che indossa una gonna verde che le arriva al ginocchio e una camicetta bianca.
Mi fa cenno di seguirla e ci sediamo alla scrivania dove compila la cartella con i miei dati.
L’infermiera rimane intanto a riordinare dei farmaci in un’armadietto.
Conclusa la compilazione mi dice di andare dietro al separè e di spogliarmi.
Poiché ero ancora a torso nudo mi levo scarpe e pantaloni e mentre mi spoglio cerco di spiare la dottoressa attraverso una fessura del separè, ha le gambe accavallate e la gonna le è salita lungo le cosce, sta guardando la mia cartella e mordicchia una penna. La guardo e penso che e davvero molto sexy.
Esco da dietro il separè in boxer e devo dire che mi sento piuttosto a disagio.
La dottoressa alza la testa e mi fissa, poi scende con lo sguardo sui boxer e dice: “Dovrebbe levarsi anche quelli, per visitarla ho bisogno che si spogli completamente nudo.”
Questa cosa mi lascia di stucco, so che sarò imbarazzatissimo, ma in un certo senso mi eccita e forse l’avevo sperata fin dall’inizio. Lascio cadere in terra i boxer a come primo istinto abbasso lo sguardo e controllo le dimensioni del pene.
Effettivamente il freddo si fa sentire e nel mio caso si fa pure vedere…mi si è ristretto il pisello e non credo di averlo mai avuto così corto.
Non sono il solo a guardare il mio pene, anche alla dottoressa cade l’occhio sulle mie parti basse, penso che sia una cosa normale, su certe cose la curiosità è ovvia.
L’infermiera che stava ancora sistemando l’armadietto alle mie spalle viene a cercare qualcosa nella scrivania.
Non so se cercasse davvero qualcosa o se fosse solo una scusa per venire a sbirciare, comunque vedo che appena mi è davanti guarda proprio li.
Si accorge che ho notato la sua curiosità verso il mio pene e torna all’armadietto nascondendo un sorriso.
La dottoressa mi fa correre sul tapis roulant e io corro senza nessun problema, l’unica mia preoccupazione è il pensiero che sto facendo una brutta figura.
Anzi peggio, è proprio una figuraccia terribile. Infatti anche se sto correndo,il pene mi si è ristretto a tal punto che resta fermo immobile invece di ballonzolare.
Smetto di correre e ora la dottoressa deve visitarmi, inizia dal cuore, polmoni e continua con tutta una serie di palpeggiamenti alla schiena al collo, insomma dappertutto.
Proprio dappertutto, mi fa sdraiare sul lettino, e con grande sorpresa e forse anche gioia poiché non aspettavo altro, inizia a palpeggiare i testicoli.
Non credevo potesse essere cosi eccitante, sono tutto un fremito e penso cha magari con tutte quelle palpate avevo l’opportunità di mostrare che non lo avevo così corto.
Ma non c’e nulla da fare non vuole proprio svegliarsi, nemmeno quando la bellissima dottoressa me lo prende in mano e dopo averlo scappellato controlla il glande.
Ero eccitatissimo e avrei voluto che questa cosa continuasse per sempre ma allo stesso tempo ero molto a disagio, malgrado tutti i miei sforzi in mezzo alle gambe continuavo a mostrare un pistolino ridicolo.
E non immaginavo che ora ci sarebbe stata la parte peggiore.
Mi alzo e la dottoressa mi dice che restavano solo da prendere le misure di peso, altezza etc…. e poi avremmo finito, intanto chiama l’infermiera e le dice che avrebbe avuto bisogno del suo aiuto.
Così queste due cominciano a prendere nota del peso dell’altezza del torace e così via.
Ad un certo punto la dottoressa dice all’infermiera di sollevarmi il pene in modo da poterlo misurare.
Non credo a ciò che sento, queste vogliono persino misurarmelo….
e non sono certo nelle condizioni migliori per farselo misurare.
La dottoressa apre un cassetto e tira fuori una specie di righello, intanto l’infermiera si e abbassata e mi dice: “Stai rilassato, facciamo in un attimo.”
Mentre lo dice mi prende la punta del pene tra il pollice e l’indice e lo solleva.
Arriva la dottoressa e avvicina quel righello alle mie parti basse, con molta cura cerca di leggere bene la misura.
Sembrano entrambe ansiose e molto curiose di sapere con esattezza questo ridicolo responso, e a questo punto sono molto curioso anche io. La misura è davvero scarsa e risulta che ho un pistolino lungo poco più di 5 cm. La dottoressa si rivolge a me e dice:
“Scusi, ma di solito le dimensioni normali del suo pene sono queste?.”
Io sono davvero molto imbarazzato nel rispondere e riesco solo a farfugliare qualcosa riguardo al fatto che forse è il freddo dell’ambulatorio a provocare questa reazione.
A questo punto la dottoressa fa un cenno con la testa all’infermiera, non so cosa sta per accadere, ma l’infermiera si leva i guanti e mi prende il pisello in mano e inizia a masturbarmi.
Io sono assolutamente incredulo e in balia di queste due….e devo dire che la sensazione è abbastanza piacevole. Ora la scusa del freddo non basta più e dopo qualche colpetto dell’infermiera noto che qualcosa si sta svegliando, ancora qualche colpo ed ecco che il pene torna alle sue dimensioni consuete.
Io mi rivolgo alla dottoressa e le dico che solitamente la lunghezza è questa.
L’infermiera smette di menarlo e devo dire che mi dispiace molto.
Ripetono l’operazione di misura e stavolta risulta che e di circa 9 cm.
Sembrano entrambe molto soddisfatte e la dottoressa mi comunica che la visita è stata superata e che posso rivestirmi.
In fondo mi dispiace che sia tutto finito, ammetto che era veramente imbarazzante ma in un certo modo la situazione mi intrigava.
Mi rivesto e uscendo saluto quelle due splendide donne che hanno l’aria di essere sul punto di non riuscire più a trattenere una risata.

Vicino a casa mia c’e un negozio di biancheria intima con dentro due ragazze molto belle e dall aria molto porca ogni volta che ci passo davanti le guardo e la mia mente vola sempre i desideri sessuali con loro due .
Una notte ho sognato di entrare in negozio a comprare un completo intimo per me ,
e una volta scelto il modello che piu mi piaceva chiedo alle due regazze se posso provarlo ,loro mi rispondono che non ci sono problemi emi indicano lo spogliatoio dove provarlo ,
chiusa la tendina incomincio a spogliarmi ma mentre mi sto provando indumento mi accorgo che da un angolo della tenda poco accostato le due ragazze mi stanno spiando ,
a quella vista in me scatta qualcosa e il pene incomincia a ingrossarsi e io carico come pochi incomincio a masturbarmi davanti ai loro sguardi furtivi,
a quella vista le due ragazze si fanno avanti e scostata la tenda mi sorridono ,
e incominciano ad accarezzarmi dappertutto,
nel mentre una mi masturba e l’altra si spoglia e viceversa ,
una volta nude tutte e due si inginocchiano davanti a me e incominciano a leccarmi il pene ormai carico come una molla,
lo succhiano come nessuna mi aveva fatto mai e ad un certo punto esausto dal piacere scarico tutto il mio seme in faccia e sul seno delle due ragazze .